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Settled

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Well, we've really only settled the question of ghosts that emit or reflect visible light. Or move objects around. Or make any kind of sound. But that covers all the ones that appear in Ghostbusters, so I think we're good.
Read the whole story
tfrab
1390 days ago
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Settled - XKCD
italy
hamachicide
1390 days ago
*xkcd
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lbernholz
1386 days ago
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Cameras and Bigfoot
San Francisco
krvss
1387 days ago
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So true.
shamgar_bn
1387 days ago
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Gone are the days of some of the best conspiracy theories in the world.
Wake Forest, North Carolina
chrishiestand
1390 days ago
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obligatory share
San Diego, CA, USA
aaronwe
1390 days ago
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Damn straight.
Denver
bogorad
1390 days ago
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The idea is not new, but still.
Moscow, Russia
adamgurri
1390 days ago
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welp
New York, NY
Michdevilish
1390 days ago
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Digital proof: Poof!
Canada
chengjih
1390 days ago
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Actually, I think there are more of a certain type of ghost photos consisting of floating orbs, because people don't know how to use the goddamn flash on their cameras.
Jikee
1390 days ago
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Just like that we fix several urban legends...
jprodgers
1390 days ago
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I love when XKCD hits me with a new concept. This is great.
Somerville, MA
hamachicide
1390 days ago
*xkcd

Google translates "lorem ipsum"

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fun with unsupervised machine learning [via
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tfrab
1399 days ago
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Google translates "lorem ipsum" [lolloni]
italy
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Polar/Cartesian

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Protip: Any two-axis graph can be re-labeled 'coordinates of the ants crawling across my screen as a function of time'.
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tfrab
1402 days ago
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Polar/Cartesian #gegno
italy
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3 public comments
tedder
1398 days ago
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brilliant.
Uranus
srsly
1402 days ago
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There is a certain Weinersmith who is very upset with himself for not making this graph joke first.
Atlanta, Georgia
wakemp
1402 days ago
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If that isn't a decreasing function, I don't know what is...
Victoria, British Columbia CA

New Poster: Beowulf

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We are excited to let you know that we now have a brand new poster available! Let a hero’s epic story ignite your imagination with this Beowulf art print:

Beowulf (20×24”  -  50.8x61cm)

Beowulf posterThis Beowulf poster is created using the entire text of the book.   

A poem of unknown origin, Beowulf weaves its tale around the central hero, Beowulf, who throughout the narrative finds himself pitted against demons and dragons of chilling proportions.  He substantiates himself as a hero of both fire and water and – in the final volatile battle — proves that loyalty, courage, and integrity are causes worth fighting for.

This print uses the original red-blooded rhetoric of Beowulf to present the heroic and unforgettable scenario of Beowulf’s final battle against a nightmarish, fire-eating beast. In this illustration, Beowulf stands surrounded by flames but does not balk in the face of this apocalyptic struggle. The cruel and terrible features of Beowulf’s scaly foe rise far above our hero with unwavering malice. But Beowulf does not falter and, hoisting his mighty sword high, is prepared to meet his enemy head-on in battle and to die, if necessary, for the sake of honor and valor.

Beowulf is a tale of an ancient superman whose power to enthrall gains more momentum with time even in our modern age. And through this art print, the final conflict of this magnificent champion is permeated with life as well as luminous vivacity.

 

 View this poster in our store.

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tfrab
1403 days ago
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Beowulf art print (dark area is the written poem)
italy
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Alla guerra per l’acqua

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“Le vite degli egiziani sono legate al Nilo… come un unico grande popolo. Se il Nilo diminuisce di una goccia, allora l’alternativa è il nostro sangue.”

La frase qui sopra è stata pronunciata qualche giorno fa dal presidente dell’Egitto Mohammed Morsi e il destinatario era la sua controparte etiope colpevole di aver deciso unilateralmente di deviare il corso del Nilo Azzurro, uno dei due grandi affluenti che danno vita al Nilo (l’altro è il Nilo Bianco). Motivo della deviazione è una grande diga in costruzione in Etiopia (costo 3,2 miliardi di euro) che una volta in funzione (data prevista il 2017) genererà 6000 megawatt di energia elettrica che in parte andranno ad alimentare i desideri di sviluppo del paese del corno d’Africa (per questo l’imponente struttura è stata chiamata Grande Diga della Rinascita) e in parte saranno venduti ad altri paesi dell’area.

Dal punto di vista di Morsi, il problema è che l’impianto idroelettrico rischia di diminuire drasticamente la portata del fiume, impedendo così agli egiziani di sfruttare buona parte dei 55 miliardi di metri cubi di acqua del Nilo che, come da accordi internazionali, l’Egitto può usare. Tutta acqua fondamentale per la sicurezza idrica, e non solo. (Se volete saperne di più sulla vicenda, vi consiglio questo articolo di Ugo Tramballi su «Il Sole24Ore».) Morsi aveva anche aggiunto che per risolvere la questione sarebbero state considerate “tutte le opzioni”. Venti di guerra? In realtà dopo le prime tensioni, i due paesi, o meglio l’Egitto, sembra aver tirato il freno a mano e voler dialogare. Ma in caso di scontri armati non sarebbe certo la prima volta che due o più nazioni decidono di risolvere tensioni in cui c’è di mezzo dell’acqua. Anzi, sarebbe l’ultimo episodio di un problema, l’accesso alle risorse idriche, che inizia a preoccupare Nazioni Unite e servizi segreti americani.

Tutto sommato il contesto è semplice. A livello globale 263 tra fiumi e laghi e circa 300 falde acquifere attraversano uno o più confini e ospitano il 40 per cento della popolazione mondiale. Finché di acqua ce n’è in abbondanza, tutti vanno d’accordo, ma quando la disponibilità idrica diminuisce sono problemi seri, anche perché il 60 per cento dei fiumi e dei laghi condivisi e gli acquiferi contesi tra più paesi non hanno alcun sistema di sfruttamento comune e cooperativo. In altre parole, ognuno fa quello che vuole con l’acqua anche di altri.

Già ora ci sono tutti gli elementi perché situazioni delicate possano in un futuro non lontano diventare critiche. Un miliardo e duecento milioni di persone vive in aree con scarsità fisica di acqua, ovvero zone in cui la richiesta è più grande della disponibilità (sono soprattutto aree del Nord Africa, del Medio Oriente e dell’Asia centrale) e un altro miliardo e seicento milioni soffre di scarsità idrica di carattere economico, dovuta cioè a mancanza di conoscenze tecniche, malgoverno o scarsi finanziamenti che limitano l’accesso all’acqua anche se le riserve sarebbero sufficienti a soddisfare la domanda (sono soprattutto aree dell’Africa subsahariana). Quindi il totale è 2,8 miliardi di persone che soffrono di scarsità idrica, definita come una disponibilità annuale pro capite di acqua minore di 1000 metri cubi.

Questo quadro rischia di peggiorare. Secondo l’OCED, entro il 2030 arriveremo a 3,8 miliardi di persone in sofferenza idrica causa del cambiamento climatico e all’uso e alla gestione non sostenibili delle riserve di acqua a disposizione.

In effetti, se guardiamo al clima nel 2012 è stato registrato il record delle emissioni di anidride carbonica: 35,6 miliardi di tonnellate, con un bel +58 per cento rispetto ai livelli del 1990, presi come riferimento per il protocollo di Kyoto. E mentre scrivo ho dato un’occhiata al sito dell’Earth System Research Laboratory della NOAA per controllare gli ultimi dati sulla concentrazione atmosferica globale della CO2: ad aprile 2013 eravamo arrivati a 396,72 parti per milione, o ppm, la concentrazione più alta degli ultimi 800.000 anni (sì avete letto bene: ottocentomila). L’aumento di anidride carbonica in atmosfera implica la diminuzione di piogge in diverse aree del mondo e un aumento della frequenza di eventi estremi, tra i quali gli eventi siccitosi. (Il limite da non superare, oltre il quale l’aumento della temperatura andrebbe oltre i due gradi e avrebbe conseguenze pesanti, è di 450 ppm, secondo le analisi dell’Intergovenmental Panel on Climate Change.)

Se poi guardiamo all’uso e alla gestione, le cose non vanno affatto meglio. Uno studio pubblicato da Tom Gleeson, della McGill University di Montreal, su «Nature» un anno fa aveva mostrato che almeno un quarto della popolazione mondiale vive in regioni in cui le falde acquifere sono sfruttate a una velocità più grande di quella con cui si ricaricano, quindi prima o poi si esauriranno. Molte delle regioni in questione sono di primaria importanza per la produzione agricola, come mostra la mappa qui sotto allegata allo studio.

water_reservoirs_slideshow_1

Insomma, il contesto è semplice ma somiglia tanto a quello di una polveriera pronta a saltare in aria. Magari non con un grande botto, ma con tante piccole esplosioni in cui non si combatte per uno specchio d’acqua in superficie. Un conflitto riguarderebbe un fonte di approvvigionamento più distribuito, o magari si punta a colpire risorse idriche in una guerra con altre cause, proprio perché quel tipo di risorse ormai sono assai sensibili per molti paesi del mondo, come ha argomentato Peter Gleick del Pacific Institute. Sulla base di questa definizione ampia, Gleick ha anche sviluppato un’interessante cronologia di conflitti per l’acqua che inizia addirittura nel 3000 a.C., con un mito sumero su un diluvio universale, e che arriva per ora al conflitto siriano, con un’azione dei ribelli che ha portato alla conquista di una diga cruciale per la produzione di energia elettrica. (Potete trovare la cronologia a questo link).

Cosciente della polveriera distribuita globalmente, un anno fa l’intelligence degli Stati Uniti ha pubblicato un rapporto, richiesto dal Dipartimento di Stato, che ha cercato di rispondere alla domanda: quale sarà l’impatto dei problemi idrici sulla sicurezza nazionale statunitense? Il quesito è molto interessante perché riconosce all’acqua il ruolo del petrolio come fattore di stabilità (o instabilità) di paesi fondamentali per gli equilibri strategici globali e, nello specifico, per gli Stati Uniti. Il rapporto ha analizzato i bacini di Nilo, Tigri-Eufrate, Mekong, Giordano, Indo, Brahmaputra e Amu Darya con una prospettiva al 2040. Ebbene, per Brahmaputra e Amu Darya le previsioni non sono affatto rosee, si parla tra l’altro di una riduzione della sicurezza alimentare da crisi idrica e un conseguente aumento delle tensioni a livello regionale. Nilo, Tigri-Eufrate, Mekong andranno un po’ meglio, ma non troppo. Indo e Giordano stanno un gradino ancora più su, ma visti i rispettivi contesti, il rischio che la situazione precipiti in un futuro non troppo lontano non è da escludere.

Cosciente della polveriera distribuita globalmente, anche le Nazioni Unite un anno fa hanno avviato azioni per la promozione dell’ido-diplomazia. In soldoni, di azioni di cooperazione con cui allentare le tensioni dovute alla condivisione senza regole di risorse idriche che attraversano due o più confini. Visto il valore, e il ruolo, che ha ormai l’acqua la domanda sorge spontanea: è troppo tardi per iniziative del genere?

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tfrab
1406 days ago
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Alla guerra per l'acqua
italy
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Non plus ultra

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xkcd sul potenziamento umano

Un modo sintetico di proporre i miei dubbi sul doping e in genere sul potenziamento umano. Anzi, per la precisione: i miei dubbi sulle posizioni contro il doping e il potenziamento umano.


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tfrab
1406 days ago
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Non plus ultra (legalizzare il doping?)
italy
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